Il pistacchio (Pistacia Vera L.) è un albero originario del sud-ovest asiatico ed appartiene alla famiglia delle Anacardiaceae come il mango e l'anacardo.
Le sue foglie sono composte imparipennate e quelli che erroneamente si considerano foglie sono in realtà foglioli che si presentano coriacei e di diverse dimensioni, dai 3 ai 12 cm di raggio.
Possiede delle radici che a seconda del tipo di suolo possono essere superficiali o profonde, in esse si accumulano molte sostanze di riserva essendo una specie caducifolia.
E' un albero che può raggiungere grandi dimensioni, resiste molto alla siccità ed ha una crescita lenta, può impiegare dai 4 ai 9 anni per dare i suoi primi frutti!
E' una specie dioica (significa due case) e per questa ragione abbiamo bisogno nel nostro impianto di varietà produttive femmina e varietà impollinanti maschio.
La fioritura anticipa il germogliamento delle foglie e nell'emisfero nord si verifica da metà marzo fino alla seconda metà di aprile.
Il pistacchio possiede i fiori riuniti in infiorescenze ascellari in forma di racemi, come l'uva.
I fiori maschili hanno da 2 a 8 stami e sono circa 450-500 per ogni racemo. L'impollinazione è anemofila: esclusivamente ad opera del vento.
I fiori femminili possiedono un ovulo e sono circa da 150 fino a 260 per ogni racemo. Dato curioso: di tutte questi fiori potremmo ottenere da 0 fino a 120 frutti.. considerando però che la media è avere solamente l'allegagione di 12-15 frutti.
Il frutto è una drupa monosperma (con un solo seme) e ciò che si mangia è il seme, che è protetto da un endocarpo (guscio) legnoso.
Una cosa curiosa del frutto che normalmente non si sa è che viene direttamente aperto o chiuso dall'albero! Quindi questa caratteristica dipende molto dalla varietà e dalla gestione agronomica più che dalla lavorazione post-raccolta.
E' un frutto secco molto nutritivo, con una percentuale di proteine che può raggiungere il 21% del peso. La sua composizione in acidi grassi è molto interessante dato che la maggior parte sono mono insaturi e prevalentemente acido Oleico. (lo stesso dell'olio d'oliva)
E' il frutto secco con più amminoacidi essenziali, ciò fa si che sia una buona opzione per coloro che vogliono diminuire la proteina animale nella propria dieta o che hanno direttamente una dieta vegetariana o vegana.
E' una pianta che resiste molto la salinità e che gli piacciono i suoli calcarei, soffre in generale i ristagni idrici ed ha bisogno di inverni freddi ed estati calde e secche.
E' molto importante conoscere bene il clima ed il suolo prima di iniziare un investimento con questa coltivazione, dato che molti problemi si verificano e medio-lungo periodo.
Cosa significa? Che una pianta che riesce a crescere velocemente i primi anni non significa necessariamente che produrrà bene o che sarà redditizia in futuro!
Perché lungo periodo? Perché essendo una pianta che impiega cosi tanto in entrare in produzione ed essendo una pianta così longeva, non è un investimento con un orizzonte temporale di 10 anni, ma al contrario di 20-30 anni, con previsioni che continui ad essere produttivo più in la dei 40 anni.
Secondo Plinio, il pistacchio si introdusse in Europa nel 35 d.C grazie a Lucio Vitellio, il console romano in Siria che dalla penisola italica si espanse in tutte le province dell'impero fino ad arrivare 30 anni dopo, nella penisola iberica grazie a Pompeo Crasso.
In realtà la sua reale espansione come coltivazione si sviluppò durante la dominazione araba nel 700 d.C. quasi 7 secoli dopo.
E come mai sparì? Perchè solamente adesso sentiamo parlare tanto di pistacchio?
Ci sono due grandi teorie:
1)Ignoranza: Perchè i cristiani, cacciando gli arabi, si accorsero che c'erano alberi improduttivi : i maschi! Quindi li eliminarono lasciando le femmine senza impollinazione.
Dopo qualche anno, vedendo una improduttività generale, espiantarono tutti gli alberi.
2) Scontro culturale: Relazionando la coltivazione del pistacchio con la cultura araba, i cristiani eliminarono dalla scena agricola tutte le piante "infedeli" per non avere tracce musulmane nella cucina "cristiana".
Per molti secoli il pistacchio si è continuato a produrre solamente nei centri di origine come Siria ed Iran fino a quando..
Grazie al lavoro del ricercatore statunitense William Whitehouse iniziato prima del 1930, si è realizzato un grande progetto di selezione varietale a partire da semi provenienti dai centri di origine e di produzione: Iran, Siria, Sicilia, Grecia...
Solamente 20 anni dopo iniziarono i test di produzione quando si confermarono le grandi qualità di una varietà (all'epoca nuova) di nome Kerman, chiamata cosi per il nome della regione dell'Iran da dove provenivano i semi utilizzati per la selezione.
Solamente nel 1976, dopo di ottenere il primo raccolto, iniziò a svilupparsi la sua coltivazione fino a trasformare in pochi decenni gli USA come primo produttore mondiale di pistacchio.
In Spagna 11 anni dopo, grazie ad un progetto di ricerca di specie vegetali alternative per la siccità in Castiglia la Mancia, Jose Francisco Couceiro iniziò a recuperare materiale vegetale da tutto il mondo ed iniziare i test con la coltivazione del pistacchio nella penisola.
Il documento con i primi risultati si pubblicò nel 1992 e solamente nel 2011, dopo 16 progetti di ricerca realizzati da un gran gruppo di ricercatori guidati da Couceiro, si iniziò a dare un reale impulso alla coltivazione in Spagna.
Il successo riuscito negli USA e in Spagna è stato possibile solamente grazie al lavoro di ricercatori, con l'aiuto di aziende del settore e di molti agricoltori che credettero nel progetto. Tutto ciò iniziò con dei buoni investimenti in ricerca.